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Sorveglianza proprietaria

Il software non libero (proprietario) è molto spesso malware, progettato per danneggiare gli utenti. Il software non libero è controllato dai suoi sviluppatori, e questo fatto mette gli sviluppatori in una posizione di potere nei confronti degli utenti; quest è l'ingiustizia di fondo. Spesso gli sviluppatori esercitano questo potere a danno degli utenti che invece dovrebbero servire.

Questo documento prova a tenere traccia di casi chiaramente dimostrati di software proprietario che spia o traccia i propri utenti.

Altri esempi di malware proprietario

Introduzione

Da decenni il movimento del software libero denuncia il sistema di sorveglianza abusiva creato da società sviluppatrici di software proprietario come Microsoft ed Apple. Negli ultimi anni, questa tendenza ad osservare la gente si è diffusa in varie industrie, non solo nel software, ma anche nell'hardware. Come se non bastasse, si è diffusa ben oltre le tastiere, nell'industria dei dispositivi mobili, negli uffici, nelle case, nei sistemi di trasporti, nelle scuole.

Raccolta di informazioni aggregate

Molte aziende, nella loro informativa sulla privacy, hanno clausole che dicono che condivideranno con terze parti i dati in forma aggregata e non tale da permettere di identificare la persona. Queste promesse non hanno valore, per vari motivi:

  • Potrebbero cambiare i termini in qualsiasi momento.
  • Potrebbero semplicemente fare giochi di parole distribuendo dati "aggregati" o "resi anonimi" che in realtà si possono poi ricondurre agli individui.
  • I dati grezzi che normalmente non distribuiscono potrebbero comunque venire rubati.
  • I dati grezzi che normalmente non distribuiscono potrebbero essere ottenuti da una causa legale.

Quindi non dobbiamo mai porci il problema di cosa le aziende dicono che faranno con i dati raccolti: il problema è nel fatto che li raccolgono.

Ultime aggiunte

Le ultime aggiunte si possono trovare in cima ad ogni categoria.

Spyware nei sistemi operativi

(#OSSpyware)

Spyware in Windows

(#SpywareInWindows)

Lo spionaggio di Microsoft sugli utenti non è cominciato con Windows 10. C'è molto altro malware di Microsoft.

Spyware in MacOS

(#SpywareInMacOS)

C'è molto altro spyware negli iGadget, e malware di Apple.

Spyware in Android

(#SpywareInAndroid)
  • Uno studio del 2015 ha trovato che il 90% delle più diffuse applicazioni Android proprietarie gratuite contenevano librerie per il tracciamento degli utenti, mentre nel caso delle applicazioni a pagamento la percentuale scendeva al 60%.

    L'articolo fa confusione dato che usa “free” (NdT: libero, ma anche gratuito) per applicazioni che non sono in realtà software libero. Usa anche la brutta parola “monetizzare”. Meglio dire “sfruttare” in questo e altri contesti.

  • Le applicazioni per BART spiano gli utenti.

    Se si usassero applicazioni libere, gli utenti potrebbero controllare con certezza di non essere spiati.

    Con applicazioni proprietarie, si può solo sperare.

  • Uno studio ha trovato 234 applicazioni Android che tracciano gli utenti ascoltando ultrasuoni emessi da apparati installati nei negozi o da programmi televisivi.

  • Coppie di applicazioni Android possono associarsi per trasmettere i dati personali degli utenti a server esterni. Uno studio ha trovato decine di migliaia di casi.

  • Google Play intenzionalmente invia a chi sviluppa un'applicazione i dettagli personali degli utenti che la installano.

    Chiedere una semplice "autorizzazione" all'utente non basta per rendere legittime azioni come questa: molti utenti ormai non leggono più i "Termini e condizioni" a cui "acconsentono". Google deve identificare chiaramente e onestamente le informazioni che raccoglie sugli utenti, invece di nasconderle in un'EULA difficile da leggere.

    Tuttavia, per proteggere davvero la privacy degli utenti, dobbiamo evitare che Google e altre aziende ottengano i dati personali!

  • Google Play (parte di Android) tiene traccia degli spostamenti degli utenti senza il loro permesso.

    Anche se si disattivano Google Maps e la cronologia delle posizioni, bisogna disattivare Google Play per fermare completamente il tracciamento. Questo è un altro esempio di software non libero che in apparenza ubbidisce all'utente quando in realtà sta facendo altro. Nel software libero quest'eventualità sarebbe molto remota.

  • Oltre il 73% delle applicazioni Android più comuni condivide con terze parti informazioni personali, di comportamento e di posizione riguardo gli utenti.

  • Sono state trovate attività di “comunicazione non chiara”, non collegata all'attività dell'applicazione, nelle 500 applicazioni gratuite per Android più diffuse.

    L'articolo è in inglese e usa “free” nel senso di “gratuito”; dato che “free” significa anche “libero”, in inglese preferiamo che si usi “gratis” in questi casi.

    L'articolo dà per scontato che gli strumenti di analisi comuni siano legittimi, ma questo è vero? Gli sviluppatori di software non hanno il diritto di analizzare quello che gli utenti fanno o come lo fanno. Gli strumenti di "statistica" che spiano sono sbagliati come qualsiasi altro sistema di spionaggio.

  • Le applicazioni gratuite per Android (gratuite, ma non libere) si collegano in media a 100 indirizzi di profilazione e pubblicità.

  • Alcuni dispositivi Android sono venduti con spyware al loro interno. Alcuni telefoni di Motorola modificano Android per inviare dati personali a Motorola.

  • Alcuni produttori aggiungono un pacchetto di sorveglianza generale nascosto come Carrier IQ.

  • La backdoor di Samsung fornisce accesso a qualsiasi file sul sistema.

Spyware nei dispositivi mobili

(#SpywareOnMobiles)

Spyware negli iGadget di Apple

(#SpywareIniThings)

Spyware nei telefoni

(#SpywareInTelephones)

Spyware in applicazioni mobili

(#SpywareInMobileApps)

Spyware in giochi

(#SpywareInGames)

Spyware nei giocattoli

(#SpywareInToys)

Spyware a basso livello

(#SpywareAtLowLevel)

Spyware nel BIOS

(#SpywareInBIOS)

Spyware sul lavoro

(#SpywareAtWork)

Spyware in Skype

(#SpywareInSkype)

Spyware sulla strada

(#SpywareOnTheRoad)

Spyware in fotocamere

(#SpywareInCameras)
  • La macchina fotografica "intelligente" Nest Cam è sempre attiva, anche quando il suo “proprietario” pensa di averla spenta.

    Quando un dispositivo è "smart" o "intelligente" in realtà è il suo produttore che sta cercando di essere più "smart" o "intelligente" degli utenti.

Spyware nei lettori e-book

(#SpywareInElectronicReaders)

Spyware nei veicoli

(#SpywareInVehicles)
  • La auto computerizzate con software non libero spiano gli utenti.

  • La Nissan Leaf ha un modem che permette a chiunque di accedere da remoto al computer di bordo e modificare alcune impostazioni.

    Ciò è semplice da fare perché il sistema non richiede di autenticarsi quando si accede via modem; ma anche se lo facesse, è impossibile essere certi che la Nissan non possa avere accesso dato che il software nella macchina è proprietario e quindi impone agli utenti di fidarsi alla cieca.

    Anche se nessuno si collega da remoto all'auto, la compagnia telefonica può seguire i movimenti dell'auto in tempo reale grazie alla presenza del modem; ma è possibile rimuovere il modem.

  • Il software proprietario nelle auto registra informazioni sui movimenti dei guidatori e ke rende disponibili ai produttori di auto, alle compagnie assicurative e ad altri.

    Il caso dei sistemi di raccolta pedaggi, citato in questo articolo, non è da considerare un caso di sorveglianza proprietaria. Questi sistemi sono un'intollerabile invasione della privacy e dovrebbero essere sostituiti da sistemi di pagamento anonimi, ma l'invasione non è fatta da malware. Gli altri casi citati sono invece dovuti a malware proprietario inserito nell'auto.

  • Le automobili Tesla permettono alla società di estrarre dati a distanza e di determinare la posizione del veicolo in qualsiasi momento. (Vedere Sezione 2, paragrafi b e c.). La società sostiene di non raccogliere queste informazioni, ma se il governo dovesse ordinare di farlo e di consegnare le informazioni, questo potrebbe raccoglierle.

Spyware a casa

(#SpywareAtHome)

Spyware nei televisori

(#SpywareInTVSets)

Emo Phillips ha fatto una battuta: L'altro giorno si è avvicinata una donna e mi ha detto, “Non la ho vista in televisione?” Le ho risposto, “Non saprei, non si può vedere dall'altra parte dello schermo”. Evidentemente questo è successo prima che esistessero le “smart” TV di Amazon.

  • Le TV di Vizio “smart” segnalano tutto quello che l'utente vede, non solo le trasmissioni televisive, e quindi anche immagini provenienti dal computer personale dell'utente. Anche se esiste un modo -difficile- di disattivare questa funzione, la sorveglianza non è legittima.

  • Quasi tutte le TV “smart” spiano i loro utenti.

    Il rapporto si riferisce al 2014 ma non crediamo che la situazione sia migliorata.

    Questo mostra che le leggi che richiedono il consenso di un utente prima di raccogliere i suoi dati personali sono completamente inadeguate. E se un utente nega il consenso? Probabilmente la TV si rifiuterà di funzionare.

    Una legge adeguata invece direbbe che le TV non possono segnalare quello che il loro utente sta guardando, senza eccezioni!

  • Vizio fa un ulteriore passo avanti nello spionaggio rispetto agli altri produttori di TV: le loro “smart” TV analizzano quello che guardate e lo collegano al vostro indirizzo IP per consentire agli inserzionisti pubblicitari di controllarvi su più dispositivi.

    Anche se è possibile disattivare questa funzione, averla attivata come impostazione predefinita è già un'ingiustizia.

  • L'alleanza di Tivo con Viacom aggiunge 2.3 milioni di famiglie ai 600 milioni di profili social che l'azienda già controlla. I clienti di Tivo non sanno che gli inserzionisti li stanno guardando. Combinando le informazioni sulla fruizione televisiva con la partecipazione nei social, Tivo ora può correlare la pubblicità in TV con gli acquisti, esponendo tutti gli utenti a una nuova forma di sorveglianza combinata.

  • Alcune pubblicità trasmesse via web e TV contengono suoni che non sono udibili dall'orecchio umano ma sono catturati da malware proprietario che è in esecuzione su altri dispositivi che si trovano nelle vicinanze. Una volta che i vostri dispositivi Internet sono stati associati alla vostra TV con questa tecnica, le aziende possono studiare correlazioni tra le pubblicità e l'attività web e svolgere altre attività di tracciamento su dispositivi multipli.

  • I televisori “intelligenti” di Vizio riconoscono e spiano quello che gli utenti guardano, persino se non si tratta di un canale televisivo.

  • La “Smart” TV di Amazon è sempre in osservazione ed in ascolto.

  • Le “Smart” TV di Samsung inviano la voce dell'utente via Internet ad un'altra azienda, Nuance, che si riserva di conservare questi dati e che potrebbe in teoria essere obbligata a darli al governo statunitense o di un'altra nazione.

    Il riconoscimento vocale non deve mai essere considerato fidato, a meno che non sia fatto da software libero sul vostro computer.

    Nelle sue linee guida sulla privacy, Samsung conferma esplicitamente che dati vocali con informazioni sensibili sono trasmessi a terze parti.

  • Lo spyware nelle “smart” TV di LG comunica cosa guarda l'utente, e disattivare questa funzione non serve a nulla. (Il codice 404 da essa mostrato non significa nulla; il server potrebbe benissimo salvare i dati.)

    Ancora peggio, la TV curiosa tra gli altri dispositivi connessi alla rete locale dell'utente.

    LG ha successivamente affermato di aver rilasciato un aggiornamento per ovviare al problema, ma qualsiasi prodotto potrebbe presentare problemi simili.

    Nel frattempo, le televisioni di LG continuano a spiare parecchie cose.

  • La TV via cavo di Verizon spia quali programmi gli utenti guardano e quali vogliono registrare.

Spyware sul gioco

(#SpywareAtPlay)
  • Gli utenti stanno facendo causa a Bose perché distribuirebeb un'applicazione spyware per le sue cuffie. Per la precisione, l'applicazione registrerebbe i nomi dei file audio ascoltati dagli utenti insieme al numero di serie delle cuffie.

    L'accusa legale è che questo avviene senza consenso dell'utente, ma se anche fosse scritto in righe piccole da qualche parte che l'utente acconsente a questo, tutto ciò non sarebbe accettabile comunque! Vogliamo che sia illegale progettare un'applicazione che spia, in tutti i casi.

  • Molte console per videogiochi spiano l'utente e inviano dati via Internet, persino il peso degli utenti.

    Anche una console per giochi è un computer e quindi non ci si può fidare di essa se non ha un sistema operativo libero.

  • Le applicazioni moderne per giocare raccolgono molti dati sui loro utenti e sugli amici dei loro utenti.

    E non solo: lo fanno tramite circuiti pubblicitari che mettono insieme i dati provenienti da applicazioni e siti realizzati da aziende diverse.

    Usano questi dati per manipolare le persone e spingerle ad effettuare acquisti, e per cercare i "pesci grossi" che possono essere disponibili ad effettuare spese significative. Usano anche una backdoor per sabotare il gioco per alcuni specifici giocatori.

    L'articolo parla solo di giochi gratuiti, ma nulla esclude che anche i giochi a pagamento possano usare le medesime tattiche.

Spyware sul web

(#SpywareOnTheWeb)

In aggiunta, molti siti web spiano i propri visitatori. I siti web non sono programmi, quindi non ha senso chiamarli “liberi” o “proprietari”, ma la sorveglianza rimane comunque un abuso.

Spyware in Chrome

(#SpywareInChrome)

Spyware in Flash

(#SpywareInFlash)

Il codice Javascript è un altro metodo usato per il “fingerprinting” dei dispositivi.

Spyware dappertutto

(#SpywareEverywhere)

Spyware nella realtà virtuale (VR)

(#SpywareInVR)
  • L'equipaggiamento per realtà virtuale, che registra ogni minimo movimento, crea il potenziale per la sorveglianza più intima possibile; per realizzare questo potenziale basta un programma malevolo come molti altri elencati in questa pagina.

    C'è da aspettarsi che Facebook metterà la massima sorveglianza possibile sui dispositivi Oculus Rift. La morale è: non fidarsi mai di un sistema di realtà virtuale che contiene software non libero.