Gli Albanesi a Pianiano
Parte Prima
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Veduta del borgo di Pianiano
(1)
L'assegnazione del Castello di Pianiano e dei terreni agli
Albanesi sembr? quindi la soluzione migliore per risolvere il
duplice problema: evitare che Pianiano andasse in definitiva
rovina e dare agli Scutarini una casa e dei mezzi per vivere.
Non fu data per? subito attuazione alle disposizioni pontificie
e gli Albanesi rimasero a Canino. A partire dal 28 novembre
dello stesso anno a ciascun componente delle famiglie furono
assegnati cinque baiocchi al giorno per il sostentamento, mentre
la R.C.A. pag? al fornaio di Canino 29 scudi e 7 baiocchi per il
pane fornito fin dal loro arrivo (3).
Finalmente si stabil? di assegnare alla colonia albanese il
Castello di Pianiano e le due tenute appartenenti alla R.C.A.
dette ォBanditellaサ e ォSterpaglieサ in ragione di
tre quarti di rubio per ciascun uomo e di un quarto per ogni
donna e ragazzo. L'allora Tesoriere Generale, card. Niccol?
Perelli, con una sua lettera del 13 aprile 1757 dette
disposizione all'Affittuario Generale dello Stato di Castro e
Ronciglione, conte Niccol? Soderini, di procedere alla divisione
(4). Fu incaricato l'Agrimensore
Agostino Primavera di redigere una pianta delle due tenute
(5) e il 29 novembre il notaio
camerale Filippo Boncompagni stipul? l'atto con il quale il
Conte Soderini, in nome della R.C.A., concedeva in enfiteusi ai
capi delle famiglie albanesi, oltre ai terreni, gli attrezzi da
lavoro ed il bestiame ォ In nome della Reverenda Camera
Apostolica ha dato e conceduto siccome d?, e concede alli
sopraddetti Capi di Famiglia per s?, e suoi numero 42 bovi ara
tori, 32 vacche da razza, 20 aratri, 74 accette, 70 ronche, 70
zapponi e 128 zappe come si ? detto sopra... cosi ancora tre
bestie somarine con loro basto e una cavalla...サ.
(6)
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Pianta delle
tre tenute
"Banditella", "Sterpaglie", "Cerqueto".
Anno 1771 (2)
Nel 1768 il Castello di Pianiano era di nuovo
in rovina; il Tesoriere Generale, card. Braschi, ritenendo che
l'insalubrit? dell'aria dipendesse dallo stato di rovina e di
abbandono in cui si trovava il luogo, eman? un editto
(7) nel quale si davano tre mesi di tempo
ai proprietari per sistemare le case; trascorso tale termine la
R.C.A. ne sarebbe rientrata in possesso e le avrebbe date in
enfiteusi a chi ne avesse fatto richiesta, dando la preferenza agli
Albanesi.
Giulio Raimondo Cencini, Perito Geometra, redasse una pianta del
Castello di Pianiano (8) in base alla
quale il 4 novembre 1768 Francesco Maria Pieri, Gentiluomo di
Montefiascone e Assessore Generale dello Stato di Castro, concesse
le case in enfiteusi agli Scutarini, i quali si impegnavano, a
restaurarle entro due anni ed a viverci, altrimenti sarebbero di
nuovo tornate in possesso della R.C.A. (9).
Nel 1770 ebbero fine le liti per il possesso delle tenute ォBanditellaサ
e ォSterpaglieサ e il 1ー settembre fu stipulato l'atto di
concordia in cui si stabil? che le famiglie albanesi avrebbero avuto
di nuovo i beni dati loro in enfiteusi nel 1757.
L'anno seguente fu redatta dall'Agrimensore Angelo Sani una nuova
pianta dei due terreni e della tenuta detta ォIl Cerquetoサ e
la superficie totale di 135 rubbia e 8 staia fu di nuovo assegnata
ai capi famiglia (10). Poich? dal 1757
alcune famiglie si erano estinte, mentre altre erano giunte
successivamente, con atto del notaio Domenico Dolci si fece una
nuova ripartizione mantenendo le condizioni ed i patti stabiliti nel
1757 (11).
Note
1) Famiglie albanesi presenti a Pianiano dal 1756 (i cognomi tra
parentesi indicano le variazioni riscontrate nei vari documenti che
riguardano gli Albanesi): Cola, Micheli, Colitzi (Collizzi, Colizzi),
Lescagni, Lugolitzi (Logoャrozzi, Logrezzi, Logorizzi), Natali, Mida,
Covacci, Pali, Gioni, Halla (Ala), Gioca, di Marco, Cabasci, Brenca,
Ghega (Ellega), Carucci, Zanga, Ghini (Gini), Milani, Zadrima (Xadrima),
Calmet, Sterbini, Calemesi (Calamesi, Calmesi), Codelli, Remani.
2) Archivio Camerale Stato di Castro (A.C.S.C.) - Serie I
Atti di affitto ecc. - b. 12, fase. 2 (copia atto di enfiteusi della
tenuta ォChiovanoサ alla famiglia Sterbini)
3) A.C.S.C. - Serie IX - Lettere di persone diverse - B. 172
c. 28
4) A.C.S.c. - Serie IX - Lettere di persone diverse - b. 172
c. 28. Affinch? i due appezzamenti di terreno fossero posseduti per
intero dalle famiglie di Scutari, ad Andrea Mariani, agli eredi
Querciola ed a Vincenzo Febei che vi possedevano rispettivamente
staia quattro, stai a due e stai a sei, fu data in permuta una
corrispondente superficie di terreno in altra localit?.
5) A.C.S.C. - Serie XI - Piante topografiche - pianta n. 7
6) A.C.S.C. - Sereie I - Atti di affitto - prot. 7 c. 28
7) A.C.S.C. - Serie IX - Lettere di persone diverse - b. 172
c. 81. L'Editto ? del 21 aprile 1768.
8) A.C.S.C. - Serie IX - Lettere di persone diverse - b. 172
c. 81
9) A.C.S.C. - Serie I - Atti di affitto - prot. 7 c. 81
10) A.C.S.C. - Serie XI - Piante topografiche - pianta n. 5
11) A.C.S.C. - Serie I - Atti di affitto - prot. 7 c. 81. La
R.C.A. riservandosi la propriet? ed il diretto dominio, dava in
enfiteusi perpetua i beni agli Albanesi; il canone annuo per ogni
rubbio di terreno era di uno staio di grano. In caso di morte dei
capi famiglia gli eredi potevano subentrare nell'enfiteusi, mentre
in caso di estinzione della famiglia i beni tornavano alla R.C.A.
che provvedeva ad una nuova ripartizione tra gli Albanesi. In ogni
caso i terreni non potevano essere ceduti n? venduti.
Articolo tratto da: Biblioteca e Societ?. Anni VII-VIII, 1985,1986 - Foto: (1) Giacomo Mazzuoli; (2) Giancarlo Rossini